Ad Halifax, il più grande porto canadese sull’oceano atlantico, attraccano ogni anno circa duemila navi. Qui l’accesso di 4000 dipendenti è controllato quotidianamente dal sistema di “credentialing and access control database system” costruito da Unisys su una tecnologia chiamata imaging vascolare. Si tratta di una tecnologia biometrica che realizza una immagine vascolare a infrarossi del dorso della mano memorizzata su una smart card personale. Il sistema è aperto anche all’integrazione delle tecnologie future e può essere utilizzato anche da varie tipologie di aziende che hanno necessità di controllare gli accessi. Il progetto del porto di Halifax è stato presentato insieme ad altri progetti all’Id World International Congress, e dedicato, appunto, alle tecnologie per l’identificazione automatica. Un mercato, quello della biometria, che non è esploso come molti pensavano e speravano. Come mai? “Certo, siamo lontani dai volumi auspicati qualche anno fa dagli stessi analisti – risponde Roberto Tavano, che in Unisys ricopre le cariche di vice president european programs, di responsabile per la sicurezza, nonché responsabile per le business strategy – La ragione, soprattutto in Italia, è di tipo culturale e strutturale, cioè sta nella frammentazione delle imprese, che di fatto rallenta il decollo dell’It”. Nonostante, sottolinea lo stesso Tavano, le punte di eccelellenza, riscontrabili soprattutto nelle imprese più tecnologicamente avanzate, e di alcuni settori particolari, come il farmaceutico e l’avionico. Per il resto, tempo al tempo, perché tutte le tecnologie hanno bisogno di essere digerite, e la gente sarà vieppiù disponibile a rilasciare i propri dati biometrici. La continua discesa dei prezzi farà il resto. “Si pensi alla Rfid; il costo di un tag oggi non è lontanamente paragonabile a quello di un paio di anni fa. Ovviamente, dipende anche dalla quantità..”. C’è un altro fattore che in qualche modo inibisce: “Il beneficio vero dell’identificazione automatica sta nel valore generato nell’impatto sull’organizzazione – dice Tavano – Va da se che questo comporta la rivisitazione del modello di business”. Di conseguenze positive sulla sicurezza, la biometria, che dal punto di vista tecnologico si migliora costantemente, ne ha parecchie. Si pensi al riconoscimento dell’iride a distanza, una nuova tecnologia che permette di controllare a distanza, per esempio, i duemila passeggeri che salgono e scendono da una nave da crociera. Esempi di un impegno ormai decennale di Unisys nelle tecnologie Rfid e biometriche introducendo carte d’identità multiuso e sviluppando soluzioni per il controllo dei confini in varie parti del mondo. Un impegno visibile nel centro di eccellenza di Bruxelles, dove gli interessati possono verificare personalmente i vantaggi offerti dalle tecnologie biometriche.
Pino Fondati per www.ilsole24ore.com