Un nuovo Umanesimo tra Internet e Cartesio, Nell’epoca delle tecnologie digitali i corsi di laurea in filosofia, arte e letteratura ridiscutono la propria identità

Storia, filosofia, arte, lingue e letterature classiche. Sono le cosiddette materie umanistiche, campi di sapere che nell’era del mondo globalizzato e della tecnologia ad alta definizione devono ripensare la propria identità, sospesi tra una tradizione gloriosa ma a rischio di anacronismo e un mercato del lavoro che talvolta giudica poco appetibili tali conoscenze. Per discutere di questi argomenti, il 6 e 7 dicembre nell’aula magna della Sapienza si terrà un convegno intitolato “I saperi umanistici tra presente e futuro”. L’iniziativa è organizzata per il secondo anno consecutivo dalla Conferenza nazionale dei presidi di Lettere e Filosofia, allo scopo di approfondire il ruolo attuale e prossimo della cultura umanistica, mettendo a confronto docenti, esperti del settore e rappresentanti politici.

Fra gli organizzatori di questo momento di riflessione il filosofo Alfonso Maurizio Iacono, preside della facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa. “Bisogna interrogarsi sul perché questi corsi di laurea sono ancora oggi i più frequentati e registrano un costante aumento di iscritti – spiega il professore – Il mondo è cambiato. È cresciuta l’importanza della comunicazione, le conoscenze informatiche sono diventate indispensabili, nuove figure professionali si sono imposte sul mercato. È necessaria una riflessione sul ruolo e l’importanza dei saperi umanistici in un panorama in continuo movimento.” Ripensare se stesse e la propria offerta formativa, intrecciando tradizione e modernità, Internet e Cartesio. Molte Università si sono già mosse su questa strada: negli ultimi anni sono stati attivati corsi che avevano lo scopo dichiarato di coniugare la formazione culturale con le competenze tecniche oggi indispensabili. Un esempio di questo genere è offerto da Informatica umanistica, una laurea nata proprio a Pisa alcuni anni fa.

Ma questo restyling, non implica che i percorsi tradizionali debbano cancellare completamente il proprio passato e le proprie peculiarità, anzi: “In una società complessa – aggiunge il professor Iacono – c’è la necessità etica di formare persone con un senso critico sviluppato. Da questo non si può prescindere, le società dominate dai saperi tecnici corrono il rischio di diventare dispotiche, la conoscenza infatti non è mai priva di valori.”
La ricerca filosofica, l’accesso ai saperi, la cultura umanistica, dunque, rappresentano un baluardo fondamentale per la difesa della stessa democrazia, attraverso la formazione di uomini e cittadini, non di semplici lavoratori.
Sospesa tra il mito di Galileo Galilei, il prestigio della Scuola Normale e altre eccellenze passate o presenti, Pisa non teme di perdere il confronto con la modernità. “Le grandi tradizioni vanno difese e il modo migliore per farlo è metterle al vaglio della realtà – aggiunge ancora Iacono – E’ stupido essere “modaioli” e seguire senza criterio ciò che ci si pone davanti agli occhi, ma sarebbe ancor più sciocco chiudersi in una torre d’avorio, lontani dal mondo presente”.

La sfida delle facoltà umanistiche è anche quella di formare giovani che possano spendere al meglio il proprio curriculum universitario nel mondo del lavoro: “Credo profondamente che le lauree debbano essere formative – prosegue ancora il preside di Lettere e Filosofia – In un mercato fluido e mutabile come il nostro la professionalizzazione è un rischio che non ci possiamo permettere”. Il vero pericolo, infatti, è quello di far uscire dalle Università persone con un profilo professionale specialistico, ma prive di quello spessore culturale che permetterebbe una loro ricollocazione in altri settori, nel caso il mercato rendesse superflue le loro competenze. “Cerchiamo di gestire la facoltà ragionando in termini di complessità. Per questo stiamo pensando all’istituzione di un Comitato in cui siano presenti dei rappresentati delle realtà economiche territoriali – conclude Iacono – L’Università, infatti, dovrebbe essere attiva su due livelli: uno internazionale e di alto profilo, ed uno più legato al locale. Solo chi opera sul territorio, infatti, ha il polso della situazione e della fluidità del mercato”

Gianni Parrini www.unipi.it

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