A vederlo, può sembrare tutto tranne che un oggetto rivoluzionario. Eppure il guanto elettronico, una delle ultime novità italiane nel campo della bioingegneria, serve non solo a riabilitare persone con gravi problemi motori ma, all’occorrenza, diventa anche una guida museale interattiva.
La paternità della rivoluzionaria tecnologia impiegata è tutta pisana, con l’equipe del Centro interdipartimentale di ricerca “E. Piaggio” dell’Università in collaborazione con la società 3logic MK per quanto riguarda l’interfaccia software di integrazione in supporti multimediali.
La tecnologia unica al mondo – di cui il guanto elettronico rappresenta una particolare applicazione – riguarda la cattura del movimento e della gestualità con sistemi indossabili.
Il dispositivo nasce come strumento di ausilio in ambito clinico e in telemedicina, legato soprattutto alle terapie riabilitative. Ma può essere utilizzato anche in ambito multimediale: il sistema può infatti essere utilizzato per la consultazione di cataloghi interattivi attraverso un’interfaccia estremamente naturale e intuitiva.
Opportunità colta dal professor Lorenzo Taiuti, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, che ha pensato di utilizzare il guanto elettronico nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna più importante d’Italia.
Così dal 30 novembre al 2 dicembre, in occasione della giornata europea del disabile che è stata celebrata il 3 dicembre, il guanto elettronico ha lasciato le teche del Centro interdipartimentale di ricerca “E. Piaggio” dell’Università per presentare un’installazione interattiva dell’opera di Gustav Klimt. La mostra, in allestimento alla GNAM di Roma dal 3 al 20 dicembre, concluderà il percorso espositivo con una giornata dedicata alle persone con disabilità motoria, adulti e bambini per i quali ogni gesto diventa una sfida, anche visitare un museo. Grazie al guanto elettronico, dunque, saranno loro i protagonisti della mostra e potranno godersi le tonalità dorate e pastello di Klimt come a nessun altro è mai stato concesso.
I segreti del visionario pittore austriaco saranno sviscerati dal guanto e da uno specialissimo mouse, detto traker, che permette il movimento del puntatore attraverso un semplice e leggero movimento della testa. Quest’ultimo oggetto sarà fornito dalla Tiflosystem, azienda specializzata in tecnologie per l’autonomia delle persone disabili.
I visitatori potranno così “viaggiare” dentro un ipertesto audiovisivo tra informazioni, testi, suoni e particolari pittorici, utilizzando il guanto e il mouse per entrare nella parte più intima di ogni opera. Le apparecchiature tecnologiche progettate dalla facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa potranno essere utilizzate anche da parte di chi ha problemi di disabilità motoria alle mani: si tratta del primo esperimento del genere a livello mondiale. “Il guanto – spiega l’ingegner Mario Tesconi, uno dei ricercatori del Centro “E. Piaggio” – è stato fabbricato con materiali innovativi che in gergo si definiscono “intelligenti”, perché consentono di percepire i movimenti dell’arto. La superficie – continua – è ricoperta da venti sensori che si spalmano, letteralmente, sulla stoffa e che sono in grado di rilevare le deformazioni locali del tessuto e correlarle al movimento della mano che le ha generate tramite un’opportuna elaborazione”.
L’equipe del Centro “E. Piaggio”, oltre che dall’ingegner Tesconi, è composta dal professor Danilo Emilio De Rossi, che ha coordinato il progetto, e dagli ingegneri Giuseppe Zupone e Alessandro Tognetti.
Una squadra di ingegneri di età media inferiore ai quarant’anni, che vanta nel proprio curriculum una serie di partecipazioni a conferenze e convegni di fama internazionale, e pubblicazioni su numerose riviste scientifiche.
Guanto e mouse dunque sostituiranno per un giorno il normale apparato informativo del museo per regalare una possibilità di integrazione in più ai disabili che ogni giorno lottano per la normalità.
Sara Ficocelli www.unipi.it