Cartucce consumabili, anche troppo…
Circa il 60 per cento dell’inchiostro contenuto in una cartuccia rischia di essere sprecato quando si sostituisce una vecchia cartuccia con una nuova… Un dato, scaturito da una ricerca commissionata alla società di ricerca Tuv Rheinland.
Di solito agli utenti capita sempre nel momento peggiore, quando cioè si decide di stampare finalmente le numerose foto scattate in vacanza, o peggio, quando la parola fine è stata scritta sulla propria tesi di laurea e viene il momento di mettere nero su bianco pagine e pagine di fogli digitali di lavoro… È in momenti come questi che, puntuale e sprezzante dell’urgenza, il fatidico led delle stampanti ricorda che l’inchiostro contenuto nella cartuccia è finito.
A questo punto anche la stampante dotata delle migliori tecnologie e caratteristiche non può fare molto, la benzina è finita o, come vedremo, quasi finita…
Le cartucce sono il cuore delle stampanti inkjet e, non a caso, intorno a esse ruota un mercato di enorme valore strategico per l’intero canale Ict.
Basti pensare che sul finire del 2005 l’Europa vantava un parco installato di circa 115 milioni di stampanti inkjet e 19 milioni di stampanti laser per un totale di circa 1.265 miliardi di pagine stampate nel Vecchio Continente, di cui 113 miliardi solo in Italia, dove, nella prima parte del 2006 sono state vendute circa 9 milioni di cartucce per stampanti inkjet. Insomma, nonostante la continua progressione del business legato alle stampanti laser e ai toner per questo tipo di soluzioni, l’inchiostro continua a recitare una parte importante sia in chiave domestica sia in chiave small-office e fotografica.
Anche e soprattutto per questo motivo grande attenzione ha sollevato in questa parte finale dell’estate 2007 la ricerca realizzata e pubblicata dai laboratori Tuv Rheinland per conto di Epson. Un rapporto che prende di mira proprio il momento topico di cui sopra: la fine dell’inchiostro contenuto delle cartucce.
Nello specifico infatti gli esperti chiamati in causa hanno misurato l’efficienza dei prodotti di svariate marche, da Lexmark a Canon, passando per HP, Kodak, Brother e ovviamente Epson, che ha commissionato la ricerca. Un lavoro delicato e di grande precisione svolto attraverso test che hanno misurato il peso delle cartucce prima e dopo la stampa, bloccandone l’uso quando le periferiche lo hanno suggerito. Importante in questo senso anche il lavoro di raffronto tra cartucce a colore multiplo e cartucce a colore singolo.
Qualche spreco di troppo
Come in parte anticipato, i risultati di un simile lavoro sono abbastanza curiosi. In sostanza è stato verificato che la stragrande maggioranza delle stampanti dispone di sensori che avvertono dell’esaurimento dell’inchiostro con enorme anticipo, a volte potrebbero persino stampare ancora centinaia di pagine. Un fattore di non poco conto anche dal punto di vista del rispetto ambientale, tema sul quale proprio negli ultimi anni l’attenzione di consumatori e operatori del settore Ict è cresciuta in maniera esponenziale.
Venendo come al solito al dettaglio dei risultati gli analisti hanno dimostrato che le normali stampanti a getto di inchiostro raggiungono un’efficienza pari a circa il 58 per cento nel consumo dell’inchiostro per quanto concerne la stampa in qualità fotografica e del 47 per cento nella stampa di documenti.
Ovviamente si tratta di percentuali medie, tra le soluzioni prese in esame però si segnalano fortunatamente alcuni casi di eccellenza nel caso di una stampante HP e di alcune soluzioni Epson, (che ha commissionato lo studio), che sono state capaci di raggiungere livelli di efficienza anche dell’80 per cento. Rimane tuttavia il fatto che anche in questi casi la percentuale di inchiostro sprecata ruota intorno al 20 per cento che, tradotto in termini ancora più pratici, vuol dire una cartuccia sprecata ogni cinque.
La questione del multicolore
Il secondo problema a essere sollevato è poi quello dei serbatoi multi-colore. In questi casi infatti il rischio è che la cartuccia risulti vuota quando in realtà a esaurirsi è un solo colore. Una questione, secondo molti esperti, solo parzialmente risolta da alcuni produttori che spingono per l’utilizzo di più cartucce a colore singolo.
Per dovere di cronaca va detto comunque che, al di là dell’impatto mediatico di una simile ricerca, non si tratta certo di un fulmine a ciel sereno.
Di questo problema infatti si discute, da tempo anche in maniera piuttosto animata, con i più critici che arrivano a sostenere che si tratta di una precisa scelta industriale, volta ad alimentare il consumo di cartucce. Comunque la si veda resta il fatto che la questione rimane fortemente sul piatto e conoscerà sicuramente nuove e importanti evoluzioni nel corso di questo e del prossimo anno. Tanto più che, alcuni operatori ed esperti hanno evidenziato come sarebbe utile affrontare anche altre questioni altrettanto rilevanti. Vedi quelle relative all’inchiostro andato perduto per l’inutilizzo prolungato delle stampanti e quelle che riguardano il costo totale per pagina. In quest’ultimo caso si tratta secondo alcuni di una problematica persino più importante di quella legata all’efficienza nell’uso dell’inchiostro nelle cartucce monocolore. In sostanza sfruttare a fondo i serbatoi vale fino ad un certo punto se poi questi comunque si esauriscono prima di quelli multi-colore…
Marco Russo Top Trade