La donna è immobile. Nella Pa

 Stenta a farsi largo in carriera; meno di un terzo del vertice nel settore pubblico è rosa. E’ quanto emerge da una ricerca dell’Ocap, l’Osservatorio sul cambiamento delle amministrazioni pubbliche della Sda Bocconi

di Maria Cucciniello e Laura Macciò, entrambe assistant professor dell’Area pubbliche amministrazioni della Sda Bocconi

Poco numerose nei ruoli di responsabilità e molto rappresentate nei ruoli non dirigenziali: è questo il quadro della presenza femminile negli enti pubblici. La percentuale media di dirigenti donne in servizio negli enti territoriali italiani è infatti solo del 26,54% con uno scarto tra dirigenza femminile e dirigenza maschile pari a ben 46,93 punti percentuali. Tuttavia il rapporto si riequilibra quando si osserva il dato relativo al personale non dirigente: in media, il 48,5% del personale non dirigente è femminile, contro il 51,5% maschile.

 

Gli enti territoriali che fanno registrare la maggiore percentuale di dirigenti donne sono i ministeri; in particolare, il ministero per i beni e le attività culturali presenta il maggior numero relativo di dirigenti donne (42,7%) mentre il ministero delle politiche agricole e forestali il minore (16,4%). Il trend a livello aggregato viene confermato dall’analisi dei ruoli che le donne ricoprono all’interno della dirigenza ministeriale: la percentuale di dirigenti donne di prima fascia è del 19,3%, mentre la percentuale di dirigenti donne di seconda fascia sale al 32,5%.Per regioni, province e comuni la presenza femminile nei ruoli dirigenziali e non dirigenziali mostra valori percentuali perfettamente in linea con l’andamento nazionale. Si riscontrano, però, importanti differenze geografiche, soprattutto a livello regionale e locale: le regioni ed i comuni capoluoghi di provincia del nord mostrano una maggiore presenza di dirigenti donne. I dati relativi alle regioni, infatti, indicano che, a fronte di un dato medio del 29,4% di dirigenti donne impiegato nelle regioni del nord, al sud si registra una percentuale media di dirigenti donne del 23,3% e quelle del centro del 28%. Ugualmente, sono i comuni del nord Italia a far registrare la maggiore presenza femminile all’interno della classe dirigente.

 

L’analisi condotta dall’Ocap, Osservatorio sul cambiamento delle amministrazioni pubbliche della Sda Bocconi, fa emergere chiaramente la debolezza della presenza femminile e evidenzia la bassa propensione del settore pubblico a riconoscere incarichi di responsabilità alle donne.I risultati dello studio, infatti, indicano che, sia a livello aggregato che per categorie di enti territoriali, le donne continuano a essere sottorappresentate nella fascia dirigenziale a fronte di una concentrazione femminile elevata nei livelli lavorativi intermedi.

Ricercare le ragioni di tali situazioni è cosa alquanto difficoltosa, tuttavia è doveroso sollevare la questione e aprire un dibattito positivo circa la necessità di migliorare le proporzioni tra dirigenza maschile e dirigenza femminile nella pubblica amministrazione del nostro paese.

In questo periodo di accese discussioni sull’incentivazione della partecipazione delle donne alla vita politica ed economica, e sull’introduzione di quote rosa volte a garantirne l’adeguata rappresentanza nelle sedi istituzionali, si segnala, quindi, la necessità di un cambiamento di rotta anche nel settore pubblico.

 

% donne dirigenti su totale dirigenti

% donne non dirigenti su totale personale non dirigente

Ministeri

31,1%

50,1%

Regioni

26,6%

48,7%

Province

23,1%

40,7%

Comuni capoluogo di Provincia

25,34%

54,5%

Elaborazione Ocap su dati Rgs 2004

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